Laives ai tempi della

Capitolo 8

via Claudia Augusta

Luoghi sacri

Ci vollero molti secoli di travaglio e sofferenza prima che la valle si riprendesse dall'invasione e dall'invadenza romana (che nei secoli del suo dominio non mancò di spremerla a dovere), sfruttando soprattutto le sue notevoli potenzialità economiche legate in primis al legno e al porfido e le possibilità di movimento offerte dal fiume Adige prima e dalla realizzazione della ferrovia e di altre strutture a noi ben note di cui non serve parlare in seguito.

Ciò che era stato irrimediabilmente distrutto, in termini di cultura, era di valore inestimabile. Una società complessa e ben strutturata, laboriosa (i Reti erano abili costruttori di case unifamiliari, mentre i campi venivano coltivati in comune), profondamente religiosa.

Grande rilevanza rivestivano i luoghi sacri e di culto dedicati agli dei del tempo e disseminati su tutto il territorio.

Nell'odierna Bolzano da vari secoli rivestiva un grande ruolo religioso il cosiddetto "heilige Winkel" (angolo sacro), una striscia di terra tra l'ospedale di S. Maurizio e Settequerce.

A S. Maurizio si trovavano anche i famosissimi bagni di zolfo, luogo sacro per via della sorgente ma anche di cura: i reumatismi si facevano sentire allora come ora e per qualche soldo ai sacerdoti ci si poteva immerge nelle calde acque benefiche.

Di enorme importanza anche tutta la zona montana sovrastante Vadena con i Rosszaehne (denti di cavallo) e il "Gmundner Kopf", dove sono stati rinvenuti numerosi reperti risalenti alla cultura di Fritzens-Sanzeno (quella di cui stiamo parlando).

Ricordiamo che ai piedi del Mittelberg o Monte di Mezzo sorgeva il porto con un importante villaggio: proprio qui è stata scoperta la famosa necropoli di Vadena, un cimitero retico con numerose sepolture comprovanti l'esistenza di un insediamento significativo e duraturo.

Dall'altra parte della valle ecco Laives, sorta sul conoide alluvionale del rio Vallarsa. Ne parleremo nel prossimo capitolo prima di tornare ai nostri architetti romani impegnati nella realizzazione della loro grande opera.