Capitolo 25

Laives ai tempi della

via Claudia Augusta

Il Monte di Mezzo

Gli antichi, per quanto primitivi e spesso “selvaggi” ci appaiano, amavano avvicinarsi al cielo, vedere la terra dall'alto, sentirsi quasi sospesi nel vuoto. Non temevano nessuna fatica per raggiungere questi luoghi "elevati", attrezzarli e proteggerli nel migliore dei modi, e giustamente li consideravano sacri e inviolabili. Era considerato un grande privilegio dimorare o anche solo sostare per qualche tempo sulla vetta di un colle, di un monte, godere di un’ampia visuale, “dominare” il paesaggio ed essere invisibili agli altri. Non a caso i luoghi di culto, di festa e di sacrificio antichi si trovavano quasi esclusivamente sulle alture e fin nel medioevo i castelli più importanti sorgevano, non solo per ragioni strategiche, sulle rocche più inespugnabili e prossime alle nuvole. Lassù, negli spazi ristretti di un declivio, protette da valli e muri di pietra, la spiritualità e gioia umana potevano finalmente sprigionarsi, liberarsi di tutti i pesi terreni, volare libere nello spazio dell’immaginazione… Il cielo sembrava a portata di mano, le divinità amiche e quasi fraterne, e le vicende umane in fondo alla valle piccole e insignificanti. Lassù, dove imperavano la luce e il calore divino, i singoli e le comunità ritrovavano se stessi, esprimevano la loro autentica umanità e la loro vicinanza al creatore. È stato così per millenni, e proprio in questa ricerca spasmodica dell’”alto” va ricercata la radice profonda della nostra spiritualità.
La valle dell’Adige, lo abbiamo già detto, abbonda di luoghi simili, oggi spesso desolatamente abbandonati e insignificanti ma un tempo veri e propri centro di vitale importanza. E per comprendere appieno il peso di questi luogo non c’è modo migliore che andarci di persona, soffermarsi per qualche attimo in silenzio, respirare quell’aria dal sapore antico… A maggior ragione se si tratta di un sito arcaico, in cui gioca un ruolo determinante l’immaginazione che sola è in grado di completare, come in un moderno gioco elettronico, il quadro d’insieme partendo da pochi elementi di partenza. In altre parole: un conto è leggere che su quella data collina si ergeva un castello perché si godeva di una buona visuale, altro conto è recarvisi di persona e immergersi anima e corpo nello spirito del luogo.
Una di queste località da visitare assolutamente è il Monte di Mezzo, Mitterberg, che prende il suo nome abbastanza ordinario proprio dal fatto di stare in mezzo ad una enorme vallata che va dalle pendici della Mendola al versante montuoso (Regglberg) che sovrasta i paesi di Ora, Bronzolo e Laives.

 

Questa cresta montuosa che non supera quasi mai i 600 metri di altezza parte dalla collina di Castelfirmiano, con l’adiacente gemello del Kaiserkogl (collina dell’imperatore), e arriva, dopo una ventina di chilometri, alla località Gmund nei pressi di Ora. Cos'ha di particolare, questa collina di per se poco appariscente? Per dirla in modo semplice, la sua particolarità consiste nel fatto di aver ospitato, per diverse migliaia di anni, insomma dal 4000 a.C. e fino all'arrivo dei Romani nel primo secolo dopo Cristo, gran parte della “vita” che successivamente si è svolta nelle due vallate parallele dell’Oltradige e dell’Adige. Insomma, mentre le valli erano per gran parte inabitabili – palude da una parte, Moos dall'altra –, l’ampia foresta che scendeva dalla Mendola e copriva il territorio fino alle pendici del Mitterberg era tutto un pullulare di insediamenti sacri e profani, un viavai continuo di genti, di commerci, di traffici vari. E, ovviamente, vi erano alcuni punti centrali, di grande importanza: ad iniziare proprio da Castelfirmiano e, dopo i due laghi di Monticolo, tutta la zona sovrastante la località

Laimburg/Stadio, con la Leuchtenburg (Castelchiaro), i Denti di cavallo (Rosszaehne) e il Pigloner Kopf. Se avete occasione di salire la stradina che dal lago di Caldaro conduce alle rovine della Leuchtenburg incontrerete molte tracce di questa vita antica e, lassù, di un panorama mozzafiato che si estende per decine di chilometri in tutte le direzioni e vi farà partecipare, per qualche minuto, alla fascinosa esperienza provata molti secoli fa dai nostri misteriosi predecessori.