Capitolo 33

Laives ai tempi della

via Claudia Augusta

I commerci

Se Vadena era la capitale commerciale (ma non solo) dei Reti della valle dell'Adige, Sanzeno - da cui prende nome la cosiddetta cultura di Fritzens-Sanzeno - in Val di Non era indubbiamente il centro artigianale e, per così dire, industriale di quelle popolazioni. Infatti, molte botteghe artigianali e officine producevano oggetti in metallo (rame, bronzo e ferro) e ceramica non solo per l'uso quotidiano (armi, attrezzi, utensili per la cucina e per il trasporto delle derrate) ma anche beni di assoluto valore e pregio artistico. Non ci addentreremo più di tanto in questa materia: qui ci basta dire che questa notevole, significativa produzione avveniva non solo per la popolazione locale ma, ovviamente, doveva essere destinata anche agli strati più facoltosi di altri popoli confinanti, quali gli Etruschi, i Veneti, i Greci e, probabilmente, gli stessi Celti a nord delle Alpi. Le vie di comunicazione erano diverse, a seconda del luogo di destinazione. Ma per quel che riguarda la pianura padana e gli altri territori a sud di Tridentum, quasi tutta la merce doveva servirsi del trasporto fluviale (ad iniziare dall'Adige) e quindi transitare dall'unico porto allora esistente in Bassa Atesina: Vadena. Ecco dunque spiegata la ragione di tanta importanza attribuita a quell'insediamento: da un lato il porto, fonte di sviluppo economico e ricchezza, dall'altro la via di collegamento con una zona economicamente di primaria importanza quale la Valle di Non. La strada partiva immediatamente alle spalle del villaggio, si inerpicava fino al Passo del Coyote e poi raggiungeva il Lago di Caldaro e Castelvecchio/Altenburg, altro insediamento assai importante. Attraverso gli antichi sentieri della Mendola si raggiungeva la Valle di Non. Un percorso lungo e difficile, si dirà. Certo, ma a quell'epoca era cosa normale in tutte le parti del mondo. Vi erano anche qui delle compagnie di trasporto specializzate che collegavano i centri di maggiore importanza. Tre o quattro giorni di cammino non rappresentavano certo un problema per gente abituata a muoversi in lungo e in largo per il mondo e sempre e soltanto a piedi. Dunque possiamo dire che Vadena era, con ogni probabilità, il porto di Sanzeno e delle botteghe della Valle di Non. Il dominio sulla strada e sul commercio spiega bene il ruolo di grande rilevanza acquisito da questo insediamento che di fatto non aveva rivali nel suo campo.