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Carèga: vocabolo proposto da Frida Zanotti, diffuso in una vasta area geografica del nord-est italiano con il significato univoco di sedia e nella forma alterata di cadrèga diffuso anche in altre regioni. L'origine del termine è da ricercare nel greco kathèdra (composto da katà, sopra, e èdra, per sedere), anche in latino càthedra, per definire una sedia con spalliera e senza bracciali usata dai filosofi mentre insegnavano e, stranamente, in ambito domestico solo dalle donne e dagli effeminati.Il termine è stato introdotto in Italia dai commercianti veneziani all'epoca della Serenissima (in neogreco la sedia si chiama karekla) e poi diffuso in molte zone da commercianti e artigiani ambulanti veneti e trentini, tra cui i noti caregari che di tanto in tanto si presentavano anche nei nostri paesi offrendo i loro servizi di impagliatori di careghe.In senso metaforico la carega definisce anche il seggio occupato dai politici, dei quali non a caso si dice che sono "tacadi alla carega". Ricordiamo che in origine ci si sedeva per terra e solo persone di alto rango occupavano una sedia; dal 16. secolo hanno iniziato a sedersi anche i borghesi benestanti e solo dal 18. secolo la sedia è diventata un oggetto comune a disposizione di tutti.Altri modi di dire: a sto mondo ghe più culi che caréghe (non ce n'è per tutti); tegnir el cul su do careghe (essere indeciso); tote na carega e sentete (non agitarti).A una persona particolarmente ottusa (fin dalla nascita) si può rivolgere la domanda "set cascà dal caregon (seggiolone)?" Nella zona di Laives il termine carèga, più efficace e semplice, ha sostituito il precedente stual, dal tedesco Stuhl, usato in alcune famiglie fin nei primi anni sessanta

 

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