Hàras: (o àras) termine molto diffuso con il significato di gabbia, cassa soprattutto per mele e pere ma dall'origine assai misteriosa in quanto non esistono termini simili né in italiano né in tedesco. Le traccce di questo tipico vocabolo laivesòt ci hanno dunque condotto verso nord lungo la Val Venosta e quindi, finalmente, oltre confine in Svizzera, dove effettivamente è in uso il sostantivo Harass (Kiste) per definire la cassa in metallo, legno o plastica per il trasporto di bottiglie. Stranamente gli Svizzeri la declinano al maschile, "il/der Harass", mentre da noi si usa solo al femminile - sia in italiano che in tedesco. E gli Svizzeri, da dove l'hanno presa, questa parola? A quanto pare dalla Francia, dove le vecchie casse per imballaggio (soprattutto di articoli in porcellana e vetro) venivano chiamate "harasse", forse dal verbo harasser che significa stancarsi... Come le harasse franco-svizzere siano arrivate a Laives rimane un mistero ma è ipotizzabile che qualche lavoratore stagionale l'abbia raccolta nell'ambiente alberghiero svizzero e poi introdotta a Laives e dintorni.Nelle campagne i pelandini a cottimo vengono tuttora retribuiti "a haras" pelate.

 

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