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I nomi del passato: Agruzzo

di Reinhard Christanell



A nord di Laives (e a sud di Bolzano), nei pressi dell’attuale aeroporto, per secoli si trovava una zona incolta e insalubre utilizzata dagli abitanti delle due località (e di alcuni paesi montani) soprattutto come pascolo invernale. L’Isarco, che correva minaccioso a ridosso dei centri abitati prima di essere deviato verso Castelfirmiano, allagava costantemente l’area tra Oltrisarco (Oberau) e San Giacomo (Unterau) e perciò ogni coltivazione continuativa era destinata a scomparire rapidamente.

Quest’ampia superficie di quasi 50 ettari veniva chiamata Grutzen o Grutz, in italiano Agruzzo. Nel 1582 un documento noto proprio come “Grutz-Urbar” (Descrizione della Grutz in der Au sotto Bolzano) ne elencava tutti gli appezzamenti di terreno. Ma già nel “1496 i Niederthor bolzanini avevano ottenuto il diritto di assegnare terreni presso l’Isarco”. I piccoli coltivatori dovevano liberare la terra dal pietrame apportato dal fiume, qualcuno vi coltivava un piccolo vigneto o campo, altri erigevano improbabili muri di contenimento delle acque. Nel catasto teresiano è rimasta traccia di queste particelle.

Ma cosa significa Grutz / Agruzzo? Si tratta di una denominazione “tedesca” risalente all’arrivo dei Baiuvari nella valle dell’Adige tra il sesto e l’ottavo secolo? O di un vecchio nome romanico o addirittura preromano poi germanizzato?

I nomi dei campi spesso derivano dall’utilizzo o dalla consistenza degli stessi. Per esempio Laimburg deriva sicuramente da Laim, limo. Perciò la supposizione dei fratelli Grimm che Grutzen derivi da Grütze (frumento frantumato, cosa piccola, dalla radice indogermanica ghreud, sminuzzare) è decisamente pertinente. Un qualche collegamento è possibile anche con il termine “Gries” (Griez, arena) per terreno sabbioso.

L’ipotesi “bavarese” è suggestiva ma poco convincente. Scriveva infatti Karl Finsterwalder: “L’occupazione bavarese (…) trovò le nostre vali tirolesi ancora abitate e i moltissimi toponimi pregermanici dimostrano che la popolazione rimase nei propri paesi”.

Dunque i Baiuvari non sostituirono la vecchia popolazione romanica ma si insediarono accanto ad essa, utilizzando la toponomastica preesistente. Questi eventi tra il VII e l’VIII secolo sono comprovati anche dagli scontri proprio in questa zona tra Longobardi e Baiuvari. Solo nel 769 Bolzano con Laives divennero possedimento dei Baiuvari, dato che allora il loro duca Tassilo III, sposato a Liutberga, figlia dell’ultimo sovrano longobardo Desiderio, appare “in Bauzano rediente de Italia”.

È dunque assai probabile che il termine Grutz trovi origine in quest’epoca e nella lingua longobarda, che conosceva anche il termine grutsa o grutsena con il significato di piccolo podere di una dimensione tra i 12 e i 30 iugeri.




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