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La Laives napoleonica e il maso Fuchser

di © Reinhard Christanell


Napoleone non doveva tenere in gran simpatia i Laivesotti. Infatti, quando nel 1810 Bolzano e la Bassa Atesina furono incluse nel Département du Haut-Adige (Departement Oberetsch), Laives, tirolese dal 1259, venne staccata dal capoluogo e aggregata al comune di Bronzolo.

L’unione tra i due paesi durò soltanto fino al 1816 ma lasciò diverse tracce nei documenti ufficiali e sulla stampa. Così il 22 febbraio 1815 “Der Bote von Tirol” annuncia che “l’11 di marzo avrà luogo presso l’albergo “Grosshaus” l’asta del cosiddetto Fuchserhof, ubicato nel comune di Bronzolo”. Il maso apparteneva allora alla diciannovenne Anna von Menz, figlia ed erede universale del magnate e commerciante bolzanino Anton Melchior von Menz, proprietario anche del Buchner sul Montelargo, deceduto nel 1801 a soli 43 anni. “Si compone – si legge ancora – di una egregia casa di abitazione, corte, torchio, fienile e stalle”. Ne fanno parte anche “un vigneto di 75 Klaster (1 Klaster = 0,5 ettari), un campo di 5 Tagmahd (1 Tagmahd corrispondeva alla superficie che si poteva mietere in un giorno), un bosco di 360 Klaster, una campagna di 239 Klaster, una palude di 8 Klaster” eccetera. “Il prezzo è fissato in 10.000 fiorini da versare in dieci rate annue ogni Lichtmess (2 febbraio) in monete d’oro e d’argento.”

Il “Fuchser”, di proprietà dei Lichtenstein, era un maso storico di Laives. Viene citato per la prima volta nel 1528, quando muore l’affittuario dell’epoca Paul Hoerwarter. Il maso pasa alla vedova e, poi, ai vari figli, tra cui il controverso “Caspar Herwardt detto Fuchser”. Costui, sposato più volte, per un certo periodo rivestì anche la carica di delegato giudiziario di Laives. Si indebitò fino al punto da essere dichiarato insolvente e le sue proprietà vennero rilevate dal curatore dei Lichtenstein, tale Christof Feichtner. Tra il 1598 e il 1777, quando il maso venne acquistato da von Menz, compaiono nell’elenco degli affittuari e proprietari anche Melchior Zieglauer, il figlio Caspar (che possedeva anche il Teissl e il Burger e ricopriva la carica di responsabile dell’ente che curava gli argini dell’Adige e del Vallarsa nonché i fossi di drenaggio), il figlio di costui Adam, poi l’oste bolzanino Johann Schlechtleitner, morto nel 1695. Dopo alterne vicende, il maso venne ceduto a von Menz e, finalmente, all’asta del 1815, acquistato da tale Johann Plattner. Nel 1828 compare come proprietario Anton Orsi ma anche costui accumula debiti e il maso viene venduto all’asta per 3550 fiorini il giorno 25 marzo 1840.

Gli ultimi proprietari, ma con il maso già diviso in più parti, rispondono a nomi ancora noti a Laives: Alois Lunger, Josef Gerber del Tschuegg e Alois Tomasi. Costui l’aveva acquistato nel 1895 e rivenduto nel 1905 a Clemens Demattio, che a sua volta nel 1910 lo cedette a Alois Martinelli.

Infine compaiono nell’elenco Johann Koch, Eduard Gianeselli e la famiglia Rizzoli.














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