Sass: questa parola conosciuta e usata da tutti a Laives - come l'equivalente italiano sasso - in realtà ha, per così dire (anzi, per modo de dir, come si dice a Laives) una lunga vita alle spalle e ci consente di aggiungere un altro piccolo tassello a quel grande quadro sconosciuto che è la lingua retica. Se parliamo spesso di questo idioma in gran parte da decifrare (ne sono noti soltanto circa 200 iscrizioni soprattutto votive) non è per pura curiosità intellettuale ma perchè non pochè delle sue parole sono entrate di soppiatto (de scondòn) nella nostra lingua e quindi anche nel nostro modo di pensare. Vedremo più avanti che soprattutto alcuni termini chiave a Laives che designano determinati luoghi ancora oggi sono di chiara origine retica.
Tornando al sass, è un vocabolo ampiamente presente in tutto il mondo dolomitico (molte montagne portano questo nome) e risale sicuramente all'epoca preromana. I Romani lo trasformarono poi in saxum, ma la radice rimane l'antico sac o sas, che significa spaccare, perchè in origine il sasso era l'attrezzo con cui si poteva rompere ogni cosa.
L'uso del sass era pressochè universale, e ancora oggi se facciamo un giro alle Part vediamo come, per esempio, una campagna sia divisa dall'altra proprio da un sass piantato nel terreno.
De sass erano fatte anche le case e i baiti, come quello bellissimo nell'immagine lungo il Londgrobn/fossa.

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