Slaif: termine proposto qualche tempo fa da Claudio Lotti e che per forza di cose fa il paio con il verbo slaifenar, entrambi tipicamente laivesotti.
Negli anni in cui a Laives non esistevano piste da pattinaggio ma solo lunghi inverni freddi, lungo tutte le strade in discesa, i pendii sotto le vigne e qualche fossato, specialmente nella parte superiore e più ombrosa del paese, si trovavano dei bambini che si divertivano a "pattinare" scendendo a rotta di collo lungo strette lingue di ghiaccio spesso prodotte artificialmente con secchiate di acqua...
Queste piste improvvisate venivano chiamate slaif, una parola di per sé inesistente, derivata dal verbo slaifenar, a sua volta una corruzione linguistica del vocabolo tedesco schleifen (pronuncia: slaifen), che a dir la verità significa affilare, levigare ma in dialetto viene usato per definire lo scivolamento sulle proprie scarpe su una superficie ghiacciata o comunque scivolosa.
L'atto dello slaifenar si chiama invece slaifenada.

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