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La grande processione del 1887



di Reinhard Christanell (c)

Fotoservizio: David Kruk(c)


Tutti conoscono il celebre dipinto esposto nella chiesa parrocchiale di Laives raffigurante la processione avvenuta nel giugno del 1791 in occasione del trasferimento della “Sacra Immagine” di Pietralba sull’altare maggiore della chiesa stessa.

Ricordiamo in proposito, che il santuario di Pietralba, all’epoca gestito dai Servi di Maria di Innsbruck, fu soppresso in seguito alla riforma religiosa dell’imperatore Giuseppe II nel 1787.

Per celebrare il centenario dell’arrivo della piccola Pietà in alabastro, trovata dal contadino Leonhard Weissensteiner nel 1553, nel 1887 Laives fu teatro di un’imponente celebrazione e di una processione entrata negli annali della storia. “La festa – ricorda la “Constitutionelle Bozner Zeitung” del 27 e 28 giugno 1887 – avvenne negli stessi giorni in cui ebbe luogo la famosa processione raffigurata nel dipinto del 1791, ossia il 24, 25 e 26 giugno.” Il Vescovo di Trento, Eugenio-Carlo Valussi (tra l’altro deputato al Parlamento di Vienna fino all’anno precedente e nominato dall’imperatore Francesco Giuseppe), giunse in paese fin dal giorno precedente e il 27 giugno vi celebrò una solenne “missa pontificalis”.



La parte più importante dei festeggiamenti era programmata per il giorno successivo. Al mattino fu celebrata la messa con la predica rievocativa del noto frate e storico prof. Archangelus Simeoner, autore della “Storia della città di Bolzano”. Poi nel pomeriggio giunse alla stazione di Laives il treno speciale composto da novanta vagoni. Si narra che alla stazione di Bolzano quel giorno furono venduti oltre 4000 biglietti per Laives. Inoltre, arrivarono anche 100 vetture private. La folla, accompagnata da due bande musicali, impiegò un’ora per entrare in paese. Alle 16 la processione prese avvio dalla chiesa parrocchiale e attraversò le strade del luogo adornate a festa. Come nella processione del 1791, quattro sacerdoti reggevano la Sacra Immagine di Maria con il bambino. “Tra le numerose autorità presenti anche S.E. l’arciduca Enrico accompagnato dalla gentile consorte”, scrive il giornale, “ed entrambi parteciparono alla grandiosa processione”. La marcia della folla fu accompagnata dai suoni delle quattro bande musicali di Gries, Longomoso, Ora e Cornaiano. Annota ancora il giornale: “Erano presenti, accanto alle associazioni del paese, anche le “ragazze” (operaie) della filanda “Tambosi”. Secondo il cronista, parteciparono alla processione più di 7000 persone, di cui 5000 provenienti da Bolzano. Se si considera che all’epoca Laives contava 90 case, è facile comprendere quale fosse la rilevanza di questa festa per tutta la provincia di Bolzano. Al termine della messa fu celebrato un Tedeum accompagnato dal festoso suono delle campane e dal frastuono delle salve di cannone.

Al tramonto, dalla Reif partirono gli stupendi fuochi d’artificio accompagnati da un numero interminabile di salve di cannone: “prova evidente che la polvere da sparo certamente non scarseggiava in paese”. Quindi, la folla si riversò nelle strade e locande. Era una calda giornata di giugno e tutti cercavano da mangiare e soprattutto da bere nelle osterie affollate all’inverosimile.





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