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Laives 1850: arrivano le “Part” e i vaccini…

di Reinhard Christanell ©

Se per un istante si concretizzasse il sogno di girare indietro la ruota del tempo e potessimo osservare il paesino di Laives di metà 800, faremo fatica a credere che si tratti dello stesso luogo che vediamo oggigiorno. Ma se questa opportunità ci è giocoforza negata nella realtà, un singolare testo dal curioso titolo Physisch-medizinisch-statistische Topographie der Stadt Bozen mit den drei Landgemeinden zwölf Malgreien, Gries und Leifers, oder des ehemaligen Magistratbezirkes Bozen”, edito (“a proprie spese!”, ci informa l’autore in copertina) nel 1854 dal medico comunale di Bolzano Andrä J. Bergmeister, ci apre una ricca finestra sulla vita (di Bolzano, Dodiciville, Gries e Laives) di quell’epoca.

In seguito alla riforma comunale del 1849, i tre comuni rurali si erano di fatto staccati dalla città-circoscrizione di Bolzano e dotati di autonomia amministrativa. In particolare, scopriamo che Laives era governata da un sindaco e due consiglieri comunali. Da non più di un decennio, dopo secoli bui di miseria e insalubrità del suo territorio flagellato dalla malaria (der Leiferer Tod), era diventato uno dei comuni più prosperi della zona.

Il benessere, secondo Bergmeister, era dovuto principalmente alla bonifica della “Leiferer Au”, l’estesa palude adibita a pascolo ai piedi del conoide del Vallarsa, e la sua trasformazione in terreni agricoli. Infatti nel 1843 le famose “Part / Toaler” furono assegnate ai piccoli coltivatori del luogo e a famiglie immigrate dal Trentino. Dove prima si trovavano sterpaglie e rovi, ora facevano bella mostra di sé floridi campi di granturco. Anche la popolazione subì profonde trasformazioni e nel giro di poco tempo arrivarono in paese molte famiglie dal vicino Welschtirol, un terzo degli abitanti totali. Laives divenne un comune “italiano”. Accanto al mais iniziò la massiccia produzione di bachi da sete e Laives ne forniva oltre 150 quintali annui. Anton Giorgi fece costruire la filanda.

Nel circondario di Bolzano abitavano 13127 persone, suddivise in 2829 famiglie. A Laives risiedevano 1202 abitanti (contro i 1078 del 1841) e 218 famiglie. Le case erano 113, di cui 70 a Laives-paese e le altre suddivise nei quartieri di Unterau, Breitenberg e Seit. Curiosamente, Laives era l’unico paese in cui c’erano più uomini che donne: 635 contro 567. A molti maschi laivesotti non rimase che cercar moglie altrove o rimanere scapoli.

Altra curiosità: dopo la scoperta del vaccino contro il vaiolo a cura di Edward Jenner nel 1796 (iniettò del materiale purulento nel braccio di un ragazzino che divenne immune), anche nel circondario di Bolzano ogni anno furono promosse campagne di vaccinazione contro questa malattia. Inizialmente vi aderì quasi l’80% della popolazione, dopo il 1830 iniziarono le resistenze e si creò un movimento che oggi definiremmo di “no vax”. Le vaccinazioni ripresero con maggior successo dopo una grave epidemia scoppiata a Gries ed anche a Laives si registrarono 2 casi “importati da Nova Levante”: il mondo, si sa, era più piccolo, allora, e la Cina ancora lontana…

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